giovedì 17 maggio 2018

Comfort food

Sembrerà abbastanza strano, ma credo che il mio comfort food sia la pasta in bianco.
Sì, adoro i panini con la mortadella o con la cotoletta (di soia, la carne devo stare a ispezionarla) e la verdura e la maionese a fare da sughetto, e adoro anche il pane da solo, per non parlare dei cereali che mangio direttamente dalla scatola a manciate, e dei pomodori appena tagliati che mi fanno sentire in estate anche quando fuori nevica, ma la verità è che se sono a casa da sola e devo farmi da mangiare, l'unica cosa che metterò su è la pasta in bianco. Gli spaghetti in bianco, se vogliamo essere precisi.
Pasta. Burro. Olio. Un po' di dado in polvere per salare. Fine.
Probabilmente una cosa del genere in Italia è un crimine contro la cucina, e probabilmente una nonna italiana muore ogni volta che io mi faccio la pasta in bianco, quando potrei mangiare dell'altro, ma io sono contenta così.
E per dirvela tutta, in questo periodo ho davvero bisogno di un po' di comfort.
Dal mio instagram (qui)

venerdì 11 maggio 2018

Disappunto

Prima o poi qualcosa andrà per il verso giusto.
Vorrei abbattermi e fanculo, non lo farò perché so che 1. non è sua madre[1] e  2. alla fine non cambierebbe granché, quindi non ne vale la pena. Al massimo posso abbattermi un po' alla volta, ogni tanto, sconfortarmi cinque minuti e poi dirmi che qualcosa di buono capiterà.

Note:
^1 Nota per i non veneti: più o meno "non va bene, non è così che si fa, è inadeguato".

venerdì 27 aprile 2018

Cose che si muovono

Ho dei momenti di sconforto in cui penso che tra una prova e l'altra e tra un colloquio e l'altro alla fine resterò disoccupata pure a Jesolo, sebbene in stagione assumano cani e porci.
Domenica vado a fare una prova in un altro bar, e mi ha appena chiamata una tipa per farmi fare una prova anche al suo ristorante (che sarebbe più vicino del bar ma che su maps ha 2,7/5 e la cosa non è che ispiri molto, anche se dopotutto io devo solo portare in giro i piatti e non cucinarli).
Ho parlato anche con altra gente ed è tutto un "ci sentiamo" e "casomai ti faccio provare" ma io francamente ho bisogno di certezze, e pur capendo che loro non possono assumere il primo che passa così a scatola chiusa, avere cinque o sei proposte pendenti per me equivale a non averne nemmeno una. Sarò tranquilla quando avrò un contratto (se mai ce l'avrò).

giovedì 12 aprile 2018

Cheesecake alla nutella

Sono in una casa in cui non c'è il forno, il frullatore, pentole decenti e piatti in quantità sufficiente per non doverli lavare due volte al giorno, in cui non c'è una terrina per fare i dolci, una bilancia per pesare gli ingredienti e men che meno qualcosa per montare le uova e neanche a parlare di uno stampo.
Nonostante tutta questa povertà (lo stampo e il frullino per montare me li sono portati), ieri ho fatto uscire dal cilindro una cheesecake alla nutella che non so neanche bene come faccia a stare su ma Davide ha fatto il bis e il tris quindi buona è buona.
Se vi interessa vi lascio la ricetta (vi avverto, è una bomba).

Ingredienti

Per la base:
230g biscotti (io di solito uso i novellini, ma vanno bene anche i digestive o gli oro Saiwa o quello che vi pare mi sa)
80g burro

Per la crema:
400g nutella
350g formaggio spalmabile
250ml panna liquida

Procedimento
Sbriciolate i biscotti (meglio col frullatore) e sciogliete il burro, poi mescolate burro e biscotti e compattateli nel fondo di uno stampo a cerchio apribile. Batteteli bene con un cucchiaio o con le mani e mettete in frigo circa mezzora a far solidificare il burro.
Montate la panna. In un'altra ciotola mescolate bene la nutella col formaggio spalmabile, poi aggiungete la panna. Mescolate a mano sempre nella stessa direzione per non farla smontare.
Prendete la base dal frigo e versateci sopra la crema livellandola con un cucchiaio (o con la spatola che ho lasciato a casa).
Rimettete in frigo il dolce completo per almeno due o tre ore finché non si è solidificato bene.
Mangiate.

martedì 10 aprile 2018

Non rovesciare

Domenica sono stata a lavorare. Che insomma, alla fine non è questa grande notizia, visto che la proprietaria mi aveva chiamata dicendo "ti faccio fare una prova", però mi ha pure detto che ci risentiamo in settimana, quindi può darsi che intanto due tre weekend mi vengano fuori.
La parte più importante di tutta la faccenda, comunque, è che non ho rovesciato niente. Non dovrei cantare vittoria così presto visto che può sempre capitare, ma portare già il primo giorno con una mano un vassoio con sopra due bicchieri di caffè shakerato (che sono tipo quelli del martini, vedete su Google se non ne avete idea) pieni fino all'orlo e nell'altra mano una coppa di gelato grossa come me e arrivare fino al tavolo con tutto intero (camminando sulle uova per tutto il tragitto ma comunque) è una gran cosa, o almeno così mi hanno detto i colleghi. Magari stavano solo cercando di rassicurarmi, chi lo sa.
Il tipo che fa la mattina è un figo molto gentile e mi ha insegnato a fare il caffè e a montare il latte (non ce la posso fare) e qualche altra cosa mentre c'era calma, e poi abbiamo passato mezz'ora con me che giuravo di avere 28 anni e lui che non ci credeva. Ormai non mi stupisco più, finisce sempre così.
La ragazza che è arrivata al pomeriggio invece è una abbastanza schietta e penso che lavori lì da un bel pezzo perché conosce i clienti e non si fa neanche troppi problemi a dire le cose.
Il posto non è male.
Io devo imparare un casino di cose e Dio sa se ce la farò.

sabato 7 aprile 2018

Attesa (e libri)

Sto ancora aspettando.
Sto aspettando che qualcuno mi faccia lavorare, che escano le graduatorie ata, che Davide torni a casa per pranzo (per questo manca almeno un'altra ora e mezza).
Si direbbe che ormai dovrei essere brava ad aspettare, visto che è quello che faccio maggiormente di questi tempi, ma in realtà inizio ad annoiarmi e a diventare nervosa e a chiedermi cosa ho sbagliato di preciso nella mia vita per far sì che vada tutto così a caso (per essere precisi, che non vada).
La prossima volta che qualcuno mi chiede cosa faccio nella vita, dirò ASPETTO. Che dopotutto è la verità.


In realtà volevo parlarvi di un libro che ho appena finito di leggere, che si intitola Uno di noi sta mentendo, scritto da Karen McManus. Non è una vera recensione perché non ho voglia di scriverla e perché non so neanche bene cosa scrivere senza stare a spoilerarvi mezza roba, ma sappiate che la copertina non è niente di che e probabilmente, fosse stato solo per quella, non l'avrei neanche scaricato. Anzi, pensandoci, non so neanche come mai l'ho scaricato.
Comunque, è una specie di giallo, e volendo essere pedante direi una specie di enigma della camera chiusa, dato che ci sono cinque ragazzi in punizione nella stessa stanza e uno di loro muore all'improvviso e gli altri giurano tutti di non essere stati loro ad ammazzarlo. Credo sia il primo libro di quest'anno a cui do cinque stelle, magari non completamente meritate, magari erano quattro e mezza, ma tra un'attesa e l'altra è andato via liscio ed è scritto bene e se vi avanza un po' di tempo trovatelo e leggetelo perché non è niente male.

sabato 24 marzo 2018

Il mare e altre novità

(Sto scrivendo dal cellulare, perciò se si impagina male non so cosa farci.)
Se ben ricordate, nell'ultimo post avevo parlato di strane idee sulla stagione e di bestemmie al sito del miur (che non mancano mai in realtà), quindi sono tornata per fare il punto della situazione.
Finalmente ho potuto inserire il modulo con la scelta delle scuole per la domanda del personale ata, dopo lunghe attese statali e dopo lunghe attese pure alla segreteria della scuola perché i tipi avevano sbagliato a battere i miei dati e il sistema non mi riconosceva quando tentavo di compilare la domanda per la scelta. Lasciamo stare le comiche e i giri che ho dovuto fare, sappiate solo che almeno sono inserita con le mie scelte e prima o poi uscirà sta benedetta graduatoria e speriamo di stare nella parte alta.
Nel frattempo comunque, per non farmi mancare la mia dose di ansia, ho fatto alcuni colloqui per la stagione a Jesolo. Uno era anche andato bene, ma poi le tipe hanno deciso di assumere la cugina (ma che strano, non si pratica il nepotismo in Italia, eh?) In ogni caso, ho parlato con altra gente, ho fatto un giro di curriculum (e probabilmente ne seguiranno altri) e Davide, che conosce metà della gente dei vari hotel/ristoranti ha attivato le orecchie paraboliche per cui se c'è qualche occasione sarò la prima a saperlo. Nel frattempo, anche se io sono ancora disoccupata, ci siamo trasferiti in un appartamentino a Jesolo, così lui è comodo per andare a lavorare (tre minuti a piedi tipo) e io per intanto sono comoda senza i miei (che insomma non erano supercontenti all'inizio ma poi hanno capito che non posso stare con loro per sempre eccetera e sono anche stati ragionevoli).
Perciò, se qualcuno mi sta leggendo, incrociate le dita per me, perché Dio sa quanto ho bisogno che le cose vadano bene.