lunedì 29 agosto 2011

Fagottini alle mele

Siccome avevo una pasta sfoglia che stava per andare a farsi benedire e una montagna di mele che idem, ho deciso metterli insieme per fare un esperimento da mangiare. Dovete sapere che quando ero piccola e il panificio non aveva ancora cambiato gestione andavo matta per i loro fagottini alle mele, così morbidi e così melosi... solo che ancora io e mia madre non avevamo ancora scoperto il miracolo della pasta sfoglia già pronta.
Così oggi mi sono inventata la ricetta da me.

Ingredienti:
2-3 mele (dipende dalla grandezza)
1 rotolo di pasta sfoglia pronta (possibilmente quadrata), si trova comodamente nel banco frigo del supermercato
zucchero a velo (opzionale)

Procedimento:
Sbucciare le mele, tagliarle a pezzi e metterle a cucinare. Quando sono cotte (cotte, non distrutte) lasciarle a raffreddare per un po'. Srotolare la sfoglia e tagliarla a quadretti non troppo piccoli (io su una sfoglia di 40x30 ne ho fatti 15). Al centro di ogni quadretto mettere una cucchiaiata di mele cotte e poi chiudere schiacciando bene i bordi. Quando sono tutti pronti, metterli sulla teglia foderata di carta forno (magari non quella in cui era avvolta la sfoglia, sennò restano umidi), non troppo vicini perché cuocendo lievitano e rischiano di incollarsi agli altri.
Preriscaldare il forno a 175°. Cuocere per 15-20 minuti.
Per renderli ancora più buoni, una volta sfornati si possono spolverare di zucchero a velo, ma io non ne avevo.

domenica 28 agosto 2011

martedì 23 agosto 2011

Austroungaricità

Come avevo anticipato, giovedì è arrivata la Austro. Siccome non era mai stata quassù al nord le abbiamo fatto fare il giro turistico completo. Venerdì siamo state a Venezia, ci siamo perse allegramente, abbiamo visto San Marco e Rialto e un'altro po' di posti in cui io in tre anni non ero mai stata. Sabato pomeriggio siamo andate in piscina a rilassarci un po' (a me è anche venuta una crisi perché quella da 1.50 è troppo fonda, ma amen). Domenica mio padre, che non aspettava altro, ci ha portate in montagna a fare un giro. Siamo partiti alle otto di mattina e tornati alle otto e mezza di sera. Alla faccia della gitarella domenicale.
Ho fatto un miliardo di foto. In genere a Venezia non facevo mai foto perché mi sentivo troppo poco turista per mettermi a scattare ad ogni angolo, ma venerdì ci ho dato dentro.
Gli album di queste due gite sono su facciabuco, ai seguenti link pubblici:
- Venezia
- montagna

Project 52: 24/52

Guai a chi muove il tavolo.
(Project della settimana scorsa, perché bloggero non mi faceva postare)

mercoledì 17 agosto 2011

I just haven't met you yet

Che schifo, mia madre mi ha messo a tirare su patate nell'orto. Ho messo la mano dentro una patata marcia che grondava una cosa giallastra e vischiosa particolarmente simile al vomito e che sapeva da una puzza tremenda. Che. Schifo.
E devo ancora finire di pulire camera mia, spostare i cassetti sotto il letto, controllare che non ci siano mostri con mille denti e occhi rossi come il sangue (cit. Nightmare before Christms) e tutto.
Ma chissenefrega, domani arriva la Austro.

martedì 16 agosto 2011

Postumi di ferragosto

Sapete ieri sera alla processione in quanti erano i carristi? Tenetevi forte: tre. Tra cui la Ele e Paolo. Il terzo è un mio quasi-parente che quando è a messa lui è davvero una festa importante (cit.)
Ieri sera alla cena di quasi-famiglia eravamo in tredici. Non sono stata la prima ad alzarmi, quindi sono a posto. A parte che quando sei a tavola con dei bambini vai sul sicuro, perché loro non sono capaci di stare fermi un secondo più del dovuto, e anzi si fa fatica a tenerli seduti anche il tempo che serve per mangiare. Poi si sono messi a costruire una capanna coi cuscini del divano e l'hanno praticamente smontato. Roba che quando mia nonna l'ha visto le è venuto male.
Mia zia aveva fatto un dolce di una pesantezza unica, abbastanza impacchettato, con dentro panna, caffè e qualcosa come quattro uova. Come si fa a mangiare una cosa del genere dopo pasticcio, insalata di pasta, prosciutto e melone, bruschette e macedonia?
Mia madre mi ha messo a lavare il tappeto della mia camera (in vista della visita di cui nel post precedente). A mano. In giardino. Praticamente se avessimo fatto una battaglia coi gavettoni mi sarei bagnata di meno, ma è che bisogna risciacquarlo con la gomma dell'acqua e schizza un sacco. E poi va avanti a sgocciolare più o meno fino a stasera. Per terra c'era una specie di palude in cui sguazzavo allegramente con le ciabatte bianche, quindi alla fine ho dovuto mettermi a lavare anche quelle.
Più tardi devo convincere mio padre a darmi uno strappo fino a Ponte per via dell'orologio, e spero che sia aperto.

domenica 14 agosto 2011

Almost ferragosto

Veramente il mio ha i trattini
al posto dei numeri,
ma per il resto è fatto
esattamente così.
Sono incavolata come una iena col mal di denti, il mio orologio è in sciopero da oggi pomeriggio e non so perché. Ha iniziato rimanendo indietro di cinque minuti in un quarto d'ora e ha finito per fermarsi alle cinque e un quarto e restare così fino alle dieci meno dieci. Quello che non capisco è perché la lancetta dei secondi continua a girare. Voglio dire, se fosse colpa della batteria dovrebbe fermarsi del tutto, no? Invece minuti ed ore stanno fermi e i secondi scorrono lo stesso. Mentre aspetto di portarlo a sistemare (spero molto vivamente che si possa sistemare, perché non voglio comprare un orologio nuovo) mia madre mi ha prestato il suo, che avrà qualcosa come trent'anni e va ancora a carica manuale. Scommetto che mi dimenticherò in bomba di caricarlo. Che poi, cavolo, proprio di domenica doveva piantarsi? E proprio nella settimana di ferragosto. 'fanculo.
Ma lasciamo perdere e parliamo di qualcosa di più edificante. A ferragosto (che poi sarebbe la festa dell'Assunta) c'è sempre la processione con la statua della madonna sul carro (n rimorchio da trattore con le sponde abbassate e bardato tutto di bianco e azzurro) e a tirare/spingere il carro don Bepi ci manda i ragazzi che nell'anno compiono 18 anni. A sentire lui dovrebbe essere un onore. A dire il vero è una faticaccia e ti viene anche mal di schiena perché è basso (sì, l'ho fatto anche io, magari no). L'anno scorso, per la gioia del prete i ragazzi che si sono presentati erano in 2 (due, esatto). Non erano mai stati così pochi. Del mio anno eravamo una decina, che non era neanche male su una classe di 22, ma ogni anno vanno calando, nonostante le classi siano sempre più numerose. Si accettano scommesse su chi ci sarà quest'anno.
Stanotte ho anche finito di leggere l'ultimo libro di Jonathan Stroud, L'anello di Salomone, ma non ho voglia di fare una recensione anche qui, per cui andate a leggervela sulla mia libreria di anobii.
E poi, se tutto va bene (e andrà, perché ho deciso io) giovedì arriva la Austro. ♥
I miei amici, specialmente Marco, sono già curiosi come delle scimmie e mio padre mi sta facendo una valanga di domande. Credo che si preoccupi di fare brutta figura.

mercoledì 10 agosto 2011

Film: Mulan

Hai detto che ti fidavi di Ping,
perché con Mulan dovrebbe essere diverso?

Mulan è il mio secondo film preferito. Il primo è Il re leone, non posso farci niente (anche se ultimamente non riesco più a vederlo perché mi viene da piangere quando muore Mufasa). Mulan è il film con cui la Disney sperava di ingraziarsi il mercato cinese, ma non c’è riuscita. È il film che, mi sono resa conto rivedendolo l’altroieri, da piccola non capivo del tutto.
Attenzione: anticipazioni sulla trama del film (per i pochi che dal 1998 in qua ancora non l’hanno visto).
Gli unni scavalcano la Grande Muraglia e invadono la Cina. L’imperatore, per proteggere la Cina, ordina che venga arruolato il maggior numero possibile di soldati, tra i quali anche il padre di Mulan, che però è vecchio e malato. La ragazza, per proteggerlo, scappa di casa vestita da uomo, intenzionata ad arruolarsi al posto suo. Accogliendo la preghiera della nonna, gli spiriti degli antenati mandano un guardiano a riprenderla, ma la statua non si risveglia e quindi, per tamponare il guaio, è il draghetto Mushu che parte, in compagnia del grillo Cricri. Segue un duro allenamento, finché i guerrieri partono verso il Valico Tung Shao dove dovranno vedersela con gli unni. Lì, in seguito ad un combattimento Mulan viene ferita, e si scopre quindi che è una donna. Sentendosi in debito con lei, il capitano Shang non la uccide come sarebbe previsto dalla legge ma la abbandona sulle montagne mentre i soldati rimasti vanno nella Città Imperiale a festeggiare. Gli unni però non sono tutti morti e intendono catturare l’imperatore così Mulan si presenta da Shang pregandolo di ascoltarla per salvare l’imperatore. Il capitano inizialmente non ne vuole sapere, ma poi si convince e la asseconda, così insieme sconfiggono gli unni e la Cina è salva.

Dire che so tutto il film a memoria è un eufemismo, devo averlo guadato una domenica sì e una no per più o meno cinque anni (e poi si è rotto il videoregistratore, non è che ho smesso di mio).
Il mio personaggio preferito è Mushu, mi ha sempre fatto morire dal ridere.
Chi Fu è maledettamente saccente e insopportabile, e perfino il suo cavallo ha il suo stesso sguardo, sembrano fatti con lo stampo.
Gli unni che spuntano dalla neve “come margherite” pensandoci bene fanno abbastanza impressione. E anzi, pensandoci bene, mi chiedo come hanno fatto a restare vivi dopo che gli è caduto sulla testa un intero ghiacciaio e stando anche a petto nudo.
E non so com’è, ma stavolta durante la canzone “Farò di te un uomo” mi è venuto da piangere, tipo quando sei felice davvero e ti scende una lacrima. All’inizio no, ma quando Mulan capisce come si fa a salire in cima al palo per prendere la freccia mi è venuto quel brivido come se lo stessi vedendo per la prima volta e stessi sperando per lei (anche se sapevo benissimo che ci sarebbe riuscita).
E poi le gente dice che i cartoni animati sono roba da bambini.

lunedì 1 agosto 2011

Quasi tutto come prima

Luglio se n'è andato del tutto, e con lui anche tutta la storia dei centri estivi. Sabato ero particolarmente in buca ma ieri e oggi è andata abbastanza bene. Forse la biblio mi distrae a sufficienza, o forse mi sono resa conto che dopotutto niente può durare in eterno e non ha senso rimpiangere ciò che è stato.
Forse dovrei anche iniziare a pensare alla vagonata di esami arretrati che devo levarmi dalle palle a settembre, ma la verità è che non ne ho la minima intenzione. Se non fosse che i miei mi squartano, mollerei tutto. L'uni non fa per me, davvero.
Oggi in biblio abbiamo cazzeggiato alla grande. Paolo, povero, credeva di fare qualcosa e invece è stato tre ore a grattarsi insieme a noi. E pensare che poi glielo riconoscono come stage. (E poi ti chiedi com'è che tutti vogliono il posto statale).