venerdì 30 settembre 2011

Orchidee

Domani e domenica in nonsoquante piazze italiane si possono comprare le orchidee dell'Unicef per calare a ZERO il numero dei bambini che muoiono in Africa. Forse avete visto il tivvù la pubblicità con Lino Banfi. Bene, io sono incastrata a vendere orchidee, cosa che detesto e che pur di non mettermi mi farei personalmente un buco e mi ci metterei dentro, però come al solito hanno incastrato noi del centro giovani. E come se non bastasse, domani pomeriggio, in contemporanea con le orchidee, c'è la cerimonia di insediamento del nuovo prete e di conseguenza tutte le associazioni avranno il loro banchetto nel piazzale della chiesa per leccargli il didietro come va di moda fare qui a Salga.
Tra l'altro, queste maledette orchidee vengono la modica cifra di 15 euro l'una, nel senso che se l'offerta è minore niente pianta. Ora, capisco che sia per una buona causa, però sinceramente trovo che, essendo piante piccole che dal fiorista paghi 5 euro, quando ne dai 10 dovresti avere diritto a portartela via. Perché sopratutto, credo che nessuno sia disposto a dare 15 euro per una pianta. Forse li dà per fare del bene, ma non per la pianta. E sul vademecum dei volontari (che gli altri devono ancora leggere, tra l'altro) è specificato che non si può neanche scrivere quanto costano.
Piuttosto di fare queste figuracce, voglio morire prima di domani pomeriggio alle cinque.

giovedì 29 settembre 2011

Film: Fantasia

Ieri sera ho guardato Fantasia, la versione del 1940. A dire il vero, l'ho guardato a spezzoni, perché non vado matta per la musica classica (oppure, meglio, mi piace solo quella che già conosco) e perché certe parti erano un po' pallose. Fantasia non è un film intero, è fatto di episodi che non hanno assolutamente niente a che vedere l'uno con l'altro. Non è parlato, a parte quando c'è l'introduzione dell'episodio a cura di Deems Taylor, è tutto fatto di musica e di immagini che si muovono a tempo.
L'orchestra è diretta da Leopold Stokowski (che sono subito andata su wikipedia a vedere chi era di preciso).
Le mie due parti preferite sono "L'apprendista stregone", sulla musica omonima, con Topolino (che hanno ripreso anche in Fantasia 2000) e "La danza delle ore" con la musica di Amilcare Ponchielli (poveretto, che razza di nome), in cui ci sono delle ballerine struzzi, ippopotami ed elefanti, e dei ballerini coccodrilli che fanno il balletto classico. I cartoni in sé sono abbastanza elementari, quello che più stupisce è che si muovano esattamente a tempo. Voglio dire, è chiaro che devono muoversi a tempo, ma penso che calcolare l'esatto numero di disegni per farli così sincronizzati con la musica debba essere stato davvero un lavoro enorme.
Se non li avete mai guardati, cercateli su youtube. Vale davvero la pena.
Ah, sì, quasi dimenticavo. Anche la danza cinese dei funghi è fatta benissimo.

martedì 27 settembre 2011

Project 52: 30/52

Questa settimana sono perfino in anticipo di un giorno (anche se la verità è che la settimana scorsa ero in ritardo di cinque, ma facciamo finta di niente). Stasera è tornato mio padre da Torino e questa è una delle cose che mi ha portato.
Anche l'occhio vuole la sua parte.

mercoledì 21 settembre 2011

Ciao, prof.

[in fondo a un tema] 9. Eccellente.
[a voce, alla consegna] E sappi che in questa classe
non ho mai pensato di dare un voto del genere.

A volte capita che sei su facciabuco a farti i cavoli degli altri e scopri cose che non vorresti sapere. Tipo il link che ho aperto due minuti fa. Dice: "L'Istituto è in profondo lutto per la prematura scomparsa della Prof. Angela Bahlke. La sua mancanza colpisce e addolora tutti noi, studenti, colleghi e personale della scuola. Con lei se ne va una parte della storia e della cultura dell'Alberti che con affetto e gratitudine si stringe alla sua famiglia."
Per tre anni è stata la mia magnifica prof di italiano. Una donna che sapeva un mucchio di cose, che si arrabbiava se usavi la parola "cosa" perché era troppo generica, che mentre facevamo i temi leggeva un giallo ma non le sfuggiva niente, e che poi ci raccontava la trama. Una donna perfida con chi non studiava, è vero, che nelle verifiche voleva indietro niente di meno che tutto ciò che aveva spiegato a lezione, ma una gran donna.
In tre anni che sono fuori, non sono neanche mai tornata a trovarla, e ora se ci penso mi sento uno schifo.
Ora avrai di che insegnare agli angeli, prof.
[Edit: A quanto pare le brutte notizie girano particolarmente in fretta. Oggi pomeriggio ho saputo dalle mie care compagne di classe che il funerale è venerdì mattina, ma non so se avrò la forza di andarci. Non vorrei mettermi a piangere.
Cancro ai polmoni, mi hanno detto. Bestiaccia di malattia, non risparmi proprio nessuno, eh?]

giovedì 15 settembre 2011

Libridine

Stamattina sono stata in libreria a Treviso con la Giò, visto che la Mara aveva altro da fare e non poteva accompagnarla. Ho sempre sognato di andare a fare spese librarie con la Giò, perché alla fine tutto quello che leggo lo prendo sempre in biblio, e se posso scegliere direttamente alla fonte cosa arriverà in biblio...
Sui libri da "grandi" si è abbastanza arrangiata, soliti gialli e cose del genere, ma quando siamo arrivati ai libri da bambini e ragazzi e al fantasy, mi sono scatenata io. Ho perfino preso un libro sui mostri (da bambini) con gli occhi di plastica in copertina e tutti i mostri pop-up quando giri le pagine. Una figata. Poi ho preso alcuni seguiti di libri di cui ho letto i primi e la Giò si è fatta consigliare una stupenda edizione del Piccolo principe con le figure pop-up per le letture animate. Non voglio neanche sapere quanto è costato. E sopratutto credo che dovremmo tenerlo in cassaforte per evitare che i bambini lo distruggano.
Alla fine siamo uscite con quattro borse di libri (ci avevano dato il carrello della spesa per girare per il negozio). Devo assolutamente tornarci.

lunedì 12 settembre 2011

Cosa farò da grande

Se la gente non la smette di chiedermi cosa sto facendo e cosa penso di fare e perchè penso di mollare l'uni e cosa me ne viene in mano, penso che esploderò. No, è vero, sono domande legittime, ma il fatto è che me le fa più o meno tutto il paese e a loro cosa gliene frega?
Il fatto è che sono stufa di studiare. Il fatto è che voglio un posto in cui quando stacco ho finito, non che quando torno a casa devo aprire un libro o preparare un esame o cose del genere. Non ho detto che non ho voglia di imparare, è diverso. Perché poi la gente capisce sempre quello che vuole, quando dici queste cose.

domenica 11 settembre 2011

Undici settembre

Se guardate la tivvù oggi, non si parla d'altro. Tutti a farci rivedere all'infinito la scena in cui l'aereo si schianta sulla prima torre, a farci risentire le telefonate angosciate delle persone che vedevano le torri cadere, a zoomare su quelli che si buttavano fuori dalle finestre. Una volta alle superiori abbiamo parlato del "turismo dell'orrore", cioè quella pratica per cui la gente va in vacanza sui luoghi delle disgrazie, generalmente perché è curiosa come delle scimmie. Al telegiornale fanno la stessa cosa. Con questo non voglio dire che non me ne frega niente di quelli che sono morti per l'attentato alle Torri, ma semplicemente che l'esagerazione rende anche la più seria delle commemorazioni una barzelletta.
L'undici settembre 2001 era martedì. Io non avevo nemmeno dodici anni. Ricordo che quel pomeriggio era iniziato come tutti gli altri: mio padre era ancora a lavorare (sarebbe andato in pensione 4 anni dopo), mia madre era a vendemmiare, io avevo finito di lavare i piatti ed ero intenta ad annoiarmi, perché la scuola non era ancora iniziata, la biblio era chiusa e non avevo il computer. In situazioni del genere, l'unico modo per passare il tempo era piazzarmi davanti alla televisione e guardare i cartoni. Erano quasi le tre, e d'improvviso sul sei (trovatemi qualcuno che la chiama davvero "italia uno") non c'erano i cartoni animati, ma delle immagini di torri che bruciavano. Pensai che avessero cambiato programmazione e cambiai canale. Ma dappertutto c'erano le stesse immagini, e io non capivo di cosa si trattasse. Ancora non sapevo che l'America era crollata sotto gli attacchi di Al Qaeda. E ancora non potevo immaginare come avrebbe reagito.

sabato 10 settembre 2011

Muffin alla marmellata

Ieri era il compleanno di mio padre e di mia nonna (neanche a farlo apposta), e siccome io sono sempre in crisi con i regali in genere a mio padre prepariamo un dolce e via. Ieri, siccome non avevo tempo e fantasia (e voglia, dopo il famoso dolce di Padre Pio) mi sono buttata sui muffin, per fare presto.
La ricetta è la seguente:

ingredienti
120 g di burro
1 uovo (io ne ho messi 2 perché erano piccolini)
100g di zucchero
200 gr di farina
mezza bustina di lievito
100 ml di latte
un pizzico di sale
marmellata

procedimento
Sciogliere il burro e mescolarlo in una terrina con uovo e lo zucchero fino ad ottenere una crema. Aggiungere la farina, il lievito e, un po' alla volta il latte. Se prima di versarlo tutto l'impasto sembra troppo liquido, fermarsi. Se è troppo duro, aggiungere un altro po' di latte.
Preparare circa 12 stampini da muffin, riempire il fondo con metà dell'impasto e metterci un cucchiaino di marmellata, poi coprirli con l'altra metà dell'impasto.
Infornare a 180° per 20-25 minuti.

Io ho usato le vaschette della purea di mela (si trova al supermercato)
che mia madre ha sempre messo da parte, ma non è stata
una grande idea perché restano unpo' attaccati.
La candelina è finta, sì, ma di azzurre non ne avevo.

Project 52: 27/52

Lezione di mimetismo

martedì 6 settembre 2011

Torta di Padre Pio

Forse avrete già sentito parlare della Torta di Padre Pio, una specie di catena culinaria per la quale il dolce si può fare solo ricevendo parte dell'impasto da un'altra persona e che, dopo i dieci giorni della preparazione, l'impasto risultante deve essere diviso in quattro parti, tre delle quali consegnate ad altrettante persone per continuare la catena.
Due settimane fa un'amica di mia madre le ha dato un bicchiere di impasto e così anche io e mia madre ci siamo buttate a fare questo dolce, che si dice porti fortuna fisica e spirituale alla famiglia che lo riceve.
A dire la verità tutta la catena mi sa tanto di commerciale, però il dolce è davvero buono.
Funziona così:
Giorno 1 - Domenica (si inizia sempre di domenica)
Mettere il composto ricevuto in dono in una terrina di vetro, aggiungervi 1 bicchiere di zucchero ed 1 bicchiere di farina. NON mescolare e coprire con carta stagnola.
Giorno 2 - LunedìMescolare con un cucchiaio di legno e coprire
Giorno 3 e 4 - Martedì e mercoledì
Non toccare
Giorno 5 - Giovedì
Aggiungere 1 bicchiere di zucchero, 1 di farina e 1 di latte. NON mescolare e ricoprire.
Giorno 6 - Venerdì
Mescolare e coprire.
Giorno 7, 8 e 9 - Sabato, domenica e lunedì
Non toccare
Giorno 10 - Martedì
Togliere tre bicchieri dall'impasto per donarlo ad altrettante persone di cui si vuole la fortuna fisica e spirituale. Aggiungere all’impasto rimanente 2 bicchieri di farina, 1 bicchiere di zucchero, 1 bicchiere olio di semi o d'oliva, 1 etto di noci sbriciolate, 1 mela a pezzetti, 2 uova, 1 bustina di vanillina, 1 bustina lievito per dolci, sale.
Infornare a 180° per circa 35 minuti.

lunedì 5 settembre 2011

Ricominciamo alla sagra

Quando hai qualcosa per la testa che non riesci a toglierti e ti rimbalza ogni dieci secondi, l’unico modo per dimenticare è raccontarla. Se puoi raccontare a qualcuno, farci anche quattro risate sopra, è meglio. ma se non puoi, ci sono sempre i fogli di carta. E quando hai scritto fino a farti diventare il mignolo nero d’inchiostro, allora va molto meglio. È per questo che se scrivi rendi le cose eterne, e al tempo stesso le dimentichi.
Ieri c’era la festa dell’inizio della scuola, organizzata dai genitori dei bambini dell’asilo, da noi del kemma e da quelli dell’acr/acg in collaborazione con gli organizzatori della sagra di Vigonovo. È andato tutto abbastanza bene, non ci possiamo lamentare. È solo successa una cosa che stanotte, per prendere sonno, ho dovuto raccontare ad un pezzo di carta:
Il bello è che speravo che non ci fosse, ma morivo dalla voglia che ci fosse. E quando prima di pranzo li ho scrutati, loro con la loro maglietta arancione, e ho visto che non c’era, ero quasi felice.
E invece, dopo pranzo, non so di preciso cosa stavo facendo o che ora fosse, ma mi sono girata verso i gazebi e lui era lì. E anche se era di spalle non avevo dubbi. Quelle braghe viola urlavano il suo nome con tutta la loro forza, e poi come non riconoscerlo? Però, dopo l’infarto, ho fatto finta di niente. Volevo ignorarlo allegramente, vedere se lui si fosse reso conto della mia presenza, se avesse avuto la faccia tosta di venire a salutarmi. E l’ho guardato parecchio, solo che mi giravo sempre quando era di spalle e non poteva accorgersene. Poi, curiosa come una scimmia, ho fatto la mia apparizione facendo finta che mi interessassero solo i bambini e di essere passata di lì solo per il mio lavoro. Abbiamo parlato un po’ dei giochi ed è andato tutto bene. L’ho anche chiamato “tesoro” come niente fosse e l’ho invitato a ballare la baby dance. Voglio dire, che cazzata. Ovviamente ha rifiutato. Poi, durante i giochi, ogni tanto gli davo una sbirciatina, ma solo per abitudine. È stato durante la Nutella che mi è venuta un’assurda idea geniale. Dopo essermi rimpinzata ed aver fatto le foto ai bambini con la bocca sporca, mi sono presentata da lui con la seconda fetta mezza morsicata, chiedendo se ne voleva una. Che domande, poi. Come si fa a non volere pane e Nutella per merenda?
Verso le cinque, mentre lui si faceva l’ennesima cicca e dentro Nicolò faceva ballare i bambini, ci siamo fermati a parlare. Non so di chi sia stata l’idea, ricordo solo che io avevo in mano la quarta bottiglia d’acqua della giornata e lui aveva una sigaretta girata ed era seduto subito fuori del tendone. Ricordo che ho pensato a quanto a pugni facevano le braghe con la maglia. Abbiamo parlato un po’ del più e del meno e del lavoro. Mi ha chiesto se avevo cambiato numero e ho subito pensato istintivamente che mi avesse cercata negli ultimi undici mesi in cui non ci eravamo visti. Invece mi aveva mandato un messaggio venti minuti prima, a proposito di una cosa che, tra l’altro, se me l’avesse detta a voce gli sarebbe arrivata una ginocchiata sulle palle.
E insomma, poco dopo sono andata via, e l’ho anche salutato, pensa che educazione. Poi abbiamo continuato il discorso da ginocchiata sul cellulare.
E stanotte non riuscivo a smettere di pensarci, perché so che saremmo buonissimi amici, se solo riuscissimo a non stuzzicarci tutte le volte che ci parliamo.

giovedì 1 settembre 2011

Formato europeo

Sto cercando di compilare/sistemare il mio curriculum. Sì, fa un po' pena, non c'è scritto granché ma pazienza. E ho scoperto con gioia che esiste un formato europeo per il curriculum, si può scaricare da internet il modello word. A dire il vero sapevo già da un po' che esisteva ma non avevo avuto il piacere di vederlo, e adesso che l'ho letto attentamente mi è venuto il latte alle ginocchia. Sarebbe a dire: come cazzo si compila? E come cazzo faccio a scrivere tutte le mie competenze, che non mi viene in mente niente? Volevo preparare quello per fare più bella figura, ma mi sa che lascerò perdere e sistemerò quello vecchio.
Come al solito l'Europa ne ha fatta un'altra di buona.