sabato 31 dicembre 2011

Tedio di fine anno

Mi sto annoiando a morte, e non solo perché è sabato e non c'è un cavolo da fare, anche perché le cose che si sentono sono sempre quelle, e sincercamente mi sono anche un po' stufata. Tutti al telegiornale a pranzo che dicevano che in Nuova Zelanda è già 2012 e che c'erano i fuochi d'artificio. Questa sì che è una sorpreeesa, ma che mi dici, guarda, adesso mi viene un infarto e ci resto secco per la sorpreeesa. Ipocriti.
E poi senti anche che hanno trovato quattro quintali di botti nascosti in cantina, e ti chiedi com'è che poi esplodono gli edifici. Mah, chissà proprio come mai.
Nel bunker fa un freddo polare, e mio padre continua a smanacciare la stufa così due giorni dopo che era stato il tizio a sistemarcela l'aveva starata di nuovo. Ma insiste a dire che è colpa sicuramente del pellet se non scalda, non dei parametri che sono tutti sballati, perché lui li sistema sempre così com'erano. E allora chissà com'è che quando è venuto il programmatore ha detto che era tutta sballata. Beh, pazienza, io mi tengo quattro strati di vestiti e quando sulle dita ci sono i ghiaccioli vado ad attaccare le mani e il didietro alla caldaia.
Pensare che la biblio è chiusa fino al 9 mi fa venire il latte alle ginocchia. Altri otto giorni di tedio casalingo sono più di ciò che posso sopportare. Tra l'altro, abbiamo scoperto oggi che lunedì arriveranno dei parenti dalla Svizzera, che non ci hanno detto niente ovviamente e che com'è loro abitudine andranno a pranzo e cena nelle nostre case, e mia madre è furiosa come una iena col mal di denti e ha tutte le ragioni del mondo. Sono abbastanza incavolata anche io, perché come minimo mi toccherà riodinare tutto (che sarebbe il minimo, dopotutto ho fatto il grosso della pulizia a pasqua) e poi i due bambini, che ho perso il conto di quanti anni possono avere, mi tedieranno. Odio con tutta me stessa i parenti a pranzo, intanto perché si sta seduti a tavola ore, e poi perché non posso fare l'autopsia al cibo, e l'alternativa è non magiare. Se provo a mettermi a sezionare la carne, mia madre come minimo mi spara. Se provo a dirle che non la voglio, mi spara uguale.
E poi, se apri facciabuco sono tutti lì a dire quanto di distruggeranno questa notte, e fatelo pure ma evitate di dirlo in giro, che agli altri non gliene frega niente. Io penso che stanotte andrò a dormire col mio libro come al solito, anche perché non sto particolarmente bene ed è meglio se ho un water nelle vicinanze. Sarà meglio smettere di mangiare fichi e fagioli e tutto quel genere di roba. E anche se non dovessi correre al cesso, non sono lo stesso il tipo da feste, non bevo e non stacco il cervello e non potrei mai fare la vacca alla festa di capodanno. Qualsiasi festa.
Spero che domani facciano il Concerto di capodanno con l'orchestra di Vienna, che mi va di ascoltare la Radetzky Marsch e battere le mani a tempo.

giovedì 29 dicembre 2011

Cose che capitano

Capita che racconto a mia madre cose che dico o che faccio con i miei amici. Anche se lei non può capire, e in genere, sono cose che fanno ridere, perché quelle serie col cavolo che gliele racconto. Le più memorabili sono le cretinate che dico con Marco in biblio, ma di quelle ne racconto il meno possibile, perché poi dice che parlo solo di lui. E grazie al cavolo, se ci siamo solo noi due con chi dovrei parlare, coi muri? Coi libri?
Capita che i miei mi trascinino a fare compere perché con una spesa di 40 euro c'era lo sconto del 30%, e succede così che torno a casa con un pigiama rosa e un paio di calzini antiscivolo a righe rosa, perché pare che nemmeno da grandi le femmine possano vestirsi di un altro colore. E io odio il rosa con tutta me stessa.
Capita che al telegiornale non si parli d'altro che delle tasse sulla benzina e sulla casa e su tutte quelle cazzo di manovre del nuovo governo del signor Mari o Monti (sì, l'ho scritto staccato apposta), che a quanto pareva doveva fare il miracolo. Anzi, a sentire loro bastava solo buttare fuori Berlusconi per compiere già il miracolo economico. Sono vomitevoli.
Capita che la biblio sia chiusa fino al 9 gennaio e io a casa mi annoio come non mai, almeno finché era aperta non importa se non c'era nessuno, stavo a spettegolare con Marco e a fargli i grattini mentre fa le fusa come un gatto grasso (mia madre è convinta che prima o poi lo stuprerò o qualcosa del genere).
Capita che sto rileggendo Harry Potter perché non ho assolutamente nient'altro da leggere e anche ponendo che la biblio di Ponte sia aperta (che non ne sono sicura) non ho voglia di andare fin là a cercar qualcosa. Sono anche fortunata ad essermi procurata il 6 e il 7 di carta, che l'ultima volta ho dovuto leggerli in ebook. Di una scomodità che non avete idea.

domenica 25 dicembre 2011

Anche quest'anno è già Natale

Stanotte, rientrando dalla messa di mezzanotte (che poi era alle dieci, ma facciamo finta di niente) sono scesa in seminterrato a guardare l'albero acceso e a vedere se mia nonna era già passata a lasciarmi sul tavolino il solito biglietto di banca insieme agli altri regali. E per un attimo ho pensato che di nuovo la magia del Natale si era ripetuta. Sembrava quasi tutto più bello e più magico, perfino i regali sembravano più grandi con la luce dell'albero e i riflessi delle palline. Poi ho mandato gli auguri a nastro e ho messo il cellulare in silenzioso, per non leggere le risposte man mano ma trovarle tutte la mattina. Sono una persona strana, lo so, ma volete mettere svegliarvi e vedere scritto "34 messaggi ricevuti"?
Beh, per qualche strano motivo tutto ha iniziato ad andare di merda non appena ho messo i piedi giù dal letto. Ho scartato i regali solo dopo pranzo, e sono rimasta delusa in una maniera che non immaginavo. Alcuni sapevo già cos'erano, perché li avevo tastati o guardati in controluce (continuo ad essere una persona strana, lo so), di altri mi ero fatta un'idea.
In breve,miei amici mi hanno regalato: un braccialetto che mi sta stretto, un bagnoschiuma alla panna e fragola (che non userò mai), un profumo ai fiori (che me lo sono provato e anche lavato via nel giro di cinque minuti ma che persiste nell'aria), un presepio da appendere (mercato equo e solidale) e una cintura (che non passa nei jeans anche se mio padre dice che è impossibile).
I miei invece mi hanno preso una sciarpa, che ha l'aria di essere molto fragile ma spero di non tirare i fili appena la metto su e una catenina dorata, che però credo che non metterò molto presto perché ultimamente non porto più neanche quella di argento, dato che mi viene da grattarmi come una matta anche se non so a cosa è dovuto.
Potete non credermi, ma dopo aver portato tutto in camera mi sono messa a piangere. Quest'anno va talmente di merda che non ho neanche voglia di andare a guardare i film Disney. Gli anni scorsi aspettavo Natale solo per farmene un'overdose.
Questa qui sotto è la foto migliore che mi è venuta. Buon Natale a voi, che sia migliore del mio.

giovedì 22 dicembre 2011

Ricordi di una laurea

Sono qua che mangio gocciole e succo all'albicocca. Abbinamento insolito, ma è l'unica cosa che c'era in frigo, quindi vada per l'albicocca. Avrei potuto magari prendere qualcuno dei biscotti natalizi che ho fatto oggi pomeriggio, ma poi mia madre se ne accorgeva. E poi, l'albicocca restava.
Ieri e martedì ero a Trieste alla laurea di una mia amica e non avrei voluto andarci neanche morta, ma sono troppo gentile per dire di no, e quindi è andato tutto di merda e lo sapevo già prima di partire. Fino alla proclamazione e al buffet andava tutto bene, poi hanno iniziato a farla bere (ovviamente) e da quel momento ha inziato ad andare tutto a rotoli. Al bar del buffet ha iniziato a venirmi mal di testa, probabilmente per via della confusione, del caldo e del fatto che la mattina mi ero alzata tre ore prima del solito per prendere il treno. Allora ho preso mezza pastiglia, per non affossarmi del tutto, e sono andata alla festa. Avevo come una premonizione da quando mi avevano detto che erano tre a laurearsi e a fare la festa nello stesso posto, che poi sarebbe la casa degli ex inquilini di una delle tre, in cui in genere vivono in nove fissi più un numero imprecisato di gente che va e viene. Insomma alla festa da bere c'era solo alcol, niente cibo, due divani e musica talmente alta che due piani sotto si poteva ballare. Siamo arrivate alle dieci. Alle undici e mezza io e un'altra tipa che odia le feste come me siamo andate a sederci sui gradini della prima rampa di scale perché c'eravamo stufate e a me stava esplodendo la testa. Gli altri erano talmente fatti che gran parte di loro non se n'è nemmeno accorta. La nostra festeggiata era parecchio fatta anche lei, perché ha provato prima a darmi da bere una lattina di birra e poi anche a offrirmi una sigaretta già accesa. Molto probabilmente non se lo ricorda nemmeno. Insomma, prima serata di merda.
Il giorno dopo mi sono svegliata alle otto, come dire che ho dormito poco più di quattro ore, volevo tornare a casa prestino, che dovevo vedermi con gli altri in biblio, e per questo gli stronzi di TagliaTreni ci hanno soppresso il treno e hanno ritardato il successivo di 35 minuti. Morale della favola, sono arrivata a casa alle sette e dieci.
La prossima volta, giuro che mi invento una balla qualsiasi, perché non voglio più fare cose del genere. Il mio bunker è così accogliente e il mio amico computer non mi tradisce mai.

Project 52: 42/52

Lampione triestino
(per la mia collezione di foto di lampioni)

venerdì 16 dicembre 2011

Chiedimi se sono malvagia

Vi ricordate la tipa col nome stupido, quella che vi dicevo che Marco era innamorato cotto? Ecco, pare che abbiano litigato di brutto (e devo ancora capire perché, e forse devono capirlo anche loro) e che non le piaccia più. Lui dice che è contento. Non immagina quanto lo sono io. Sono malvagia, sì.
In due mesi si sono conosciuti, innamorati, baciati, lasciati. Anzi, due mesi domani. E no, non ho tenuto il conto io, me l'ha detto lui oggi mentre studiava tedesco e mentre io, col suo benestare, gli cancellavo dal diario tutte le tracce di questo fugace amore. Eppure, non più di tre settimane fa gli avevo detto una cosa del tipo "che ne sai, magari l'anno prossimo non ti piace neanche più". E intendevo l'anno di scuola. Sono malvagia, sì.
Non credo che passerà molto tempo prima che si innamori perdutamente di un'altra, perché lo conosco e so com'è fatto, e posso anche prevedere subito che durerà molto poco come al solito. Voglio dire, due mesi sono anche tanti, rispetto allo standard.
Io quando avevo la sua età ero stracotta di un tizio da due anni, però stava per cadermi il mondo sulla testa. Io quando avevo la sua età avevo un sacco di problemi e il pollice non si era ancora frugato a scrivere messaggi. Forse non ero neanche malvagia, è successo tutto dopo.

venerdì 9 dicembre 2011

Project 52: 39 e 40/52

Ti voglio bene col mio cuore di plastica

Il cielo che vedo è di legno, e le stelle sono solo ritagli di carta.

mercoledì 7 dicembre 2011

Zuccherosi

Sucking too hard on your lollipop
or love's gonna get you down
say love, say love
or love's gonna get you down

A stare con Marco mi verrà il diabete. Voglio dire, in compagnia di Marco, non capite cose strane. Specialmente da quando sente la famosa tipa col nome stupido. Se gli si appoggia una mano addosso, quando la si toglie gronda miele.
È talmente zuccheroso che nemmeo la frittella che abbiamo diviso oggi pomeriggio non aveva così tanto zucchero, il che è tutto dire, visto che al primo morso mi sono riempita tutta la faccia. Le frittelle da sagra, quelle tonde e enormi sono sempre state piene di zucchero, ma credo di non essermi mai sporcata così tanto mangiandone una. A un certo momento, quando ne restava solo un pezzetto l'abbiamo perfino morsa insieme, tipo Lilli e il Vagabondo che mangiano lo stesso spaghetto, perché siamo due ingordi, e grazie a Dio non è entrato nessuno dalla porta della biblio, visto che eravamo alla scrivania. Sennò ci denunciavano per atti osceni, visto che la gente non ha il minimo senso del romanticismo e della zuccherosità.
Domani nevicherà, perché non è mai stato che Marco divide la roba da mangiare.

martedì 6 dicembre 2011

A caccia di regali

Oggi pomeriggio mio padre era in vena di spendere, probabilmente prima che il governo ce li mangi tutti, allora siamo andati a caccia dei regali di natale per i miei amici. Il problema principale dei regali di natale è che non so mai cosa prendere, che passo ore insieme alle persone e non ho la minima idea di cosa potrebbe piacergli o servirgli. Per dire, passo quattro pomeriggi alla settimana con Marco e cascasse una pannocchia se so cosa prendergli. Anche perché ha tutto quello che si può desiderare.
Ma la cosa peggiore dei negozi sotto natale, oltre ai prezzi non particolarmente scontati (un paio di calzini con l'antiscivolo € 4.20, l'antiscivolo deve essere d'oro) sono le musichette natalizie che ti mettono negli altoparlanti. Dopo mezzora di jingle bells e noel noel e rumore di campanellini della slitta mi stava venendo una reazione allergica.
E mi mancano ancora due regali, uno dei quali non so ancora cosa sarà.